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science·Di NewzBits Editorial·5 min di lettura·
Il telescopio spaziale Roman della NASA vede la luce stellare per la prima volta
Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA ha catturato la luce stellare per la prima volta, ha testato una fotocamera da 300 megapixel e potrebbe ora avere carburante a sufficienza per almeno 22 anni di attività scientifica.
Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA ha visto la luce stellare per la prima volta. Gizmodo, che ha riportato questo traguardo, descrive il Roman come un osservatorio da 4 miliardi di dollari e lo pone al fianco di Hubble e Webb come gli occhi della Terra nello spazio. La prima osservazione rappresenta un traguardo significativo e fornisce agli scienziati un altro potente strumento per studiare l'universo, uno strumento che potrebbe infine dare forma a ciò che sappiamo su come si formano le galassie e se esista vita oltre la Terra. Gizmodo osserva che lo sviluppo e il lancio del telescopio sono costati 4 miliardi di dollari, un investimento che segnala quanto ci si aspetti da esso. Il rapporto afferma che il Roman continuerà a operare insieme a Hubble e Webb, e che le sue prossime scoperte dovrebbero fare luce sui misteri dell'universo.
Ciò che il telescopio farà con tale investimento è ancora in fase di definizione, nel senso più letterale del termine. La NASA ha attivato la fotocamera da 300 megapixel del Roman e ha ricevuto le prime immagini di prova, che sono attualmente fuori fuoco. Boing Boing riferisce che la sfocatura appartiene al processo di test e calibrazione piuttosto che a qualsiasi difetto dell'hardware, e che i frame sono un passo verso la preparazione del telescopio per la sua missione scientifica.
La fotocamera funziona anche quando l'immagine no
Il punto della calibrazione è la missione che ne consegue. Boing Boing riferisce che l'obiettivo del Roman è catturare immagini di alta qualità per favorire scoperte su pianeti ed energia oscura. Le sue indagini cosmiche sono progettate per scoprire nuove informazioni su pianeti oltre il nostro sistema solare e per mappare la struttura e la distribuzione della materia nel cosmo. Il risultato, secondo quel rapporto, sarà una vista ampia e nitida dell'universo, una nuova risorsa per vari studi scientifici piuttosto che un singolo esperimento. L'inquadratura di Gizmodo aggiunge la prospettiva a lungo termine: le scoperte potrebbero includere una nuova comprensione della formazione delle galassie e potrebbero influire sulla possibilità di vita oltre la Terra, e si prevede che il Roman continui a operare insieme a Hubble e Webb.
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22 anni di carburante, se le stime reggeranno
C'è anche tempo a disposizione. ScienceDailyriporta che il Roman potrebbe ora avere carburante a sufficienza per almeno 22 anni di scienza, più del doppio della sua vita operativa originale di 10 anni. Tre fattori spiegano l'eccedenza, secondo il rapporto: una correzione di rotta estremamente precisa, carburante extra trasportato al lancio e ulteriori risparmi previsti. Non è stata annunciata alcuna data di fine specifica per la missione.
Una missione costruita per i rilievi (surveys) beneficia di un margine temporale extra. Più a lungo il Roman opererà, più cielo potrà coprire e più possibilità avrà di catturare eventi rari, sebbene i rapporti disponibili non indichino obiettivi specifici o un programma per ciò che verrà. Il resoconto di ScienceDaily è cauto su questo punto: il telescopio potrebbe continuare a studiare l'universo per decenni, ma non è stata annunciata alcuna data di fine specifica per il suo funzionamento.
La stessa settimana, altrove nel cielo
La prima luce del Roman non è stata l'unica notizia astronomica dei giorni scorsi, e gli altri elementi aiutano a spiegare perché i rilievi a lungo termine siano importanti.
Space.com riporta che il telescopio spaziale James Webb ha trovato acqua vicino a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio più vicino a noi. Il telescopio ha catturato dati dettagliati sulla regione, uno sguardo unico nell'ambiente che circonda un buco nero supermassiccio. La scoperta ha implicazioni per la comprensione delle condizioni vicino a tali oggetti e di come interagiscono con l'ambiente circostante. Space.com lo descrive come uno sguardo unico all'ambiente attorno a un buco nero supermassiccio, catturato in dati dettagliati sulla regione.
Altre due scoperte riguardano pianeti fuori dal nostro sistema solare. ScienceBlog.comracconta la storia di Wolf Cukier, uno studente di New York di 17 anni che, al terzo giorno di un tirocinio presso il NASA Goddard nel 2019, ha avvistato un pianeta 6,9 volte più grande della Terra che orbita attorno a due stelle a 1.300 anni luce di distanza, approssimativamente ogni 95 giorni. È stato il primo pianeta del suo genere mai trovato dal satellite TESS della NASA. Il rapporto chiama il pianeta TOI 1338; una delle sue due stelle è circa il 10% più massiccia del nostro sole, mentre l'altra è più fredda e meno luminosa. La scoperta è stata successivamente confermata in un articolo sottoposto a revisione paritaria guidato dall'astrofisico Veselin Kostov.
Poi c'è il pianeta che va nella direzione sbagliata. Space.com riporta che gli scienziati hanno trovato un esopianeta, GJ 3090 b, che orbita attorno alla sua stella in direzione opposta alla rotazione della stella stessa. L'orbita è fortemente disallineata e i ricercatori si sono espressi sorpresi. La scoperta sfida le aspettative su come i sistemi planetari si formino ed evolvano.
Ciò che inizia con la luce stellare
Considerate insieme, le notizie della settimana sono uno studio sugli inizi. Un osservatorio di punta ha dato il suo primo sguardo, attraverso una fotocamera che non è ancora a fuoco. Un telescopio veterano ha individuato l'acqua vicino al buco nero al centro della nostra galassia. Uno studente al suo terzo giorno alla NASA ha avvistato qualcosa che ha richiesto un articolo sottoposto a revisione paritaria per essere confermato. E un pianeta orbita attorno alla sua stella all'indietro.
Il Roman è il più recente di questi strumenti e, se le stime del carburante reggeranno, quello con il margine operativo più lungo. I rapporti non promettono cosa troverà. Dicono che la ricerca è iniziata.