La malinconia made in Hungary alimenta i bestseller in tutto il mondo – ed è ampiamente fraintesa
• Una ‘capacità di disperazione’ forgiata dall'oppressione politica è stata a lungo considerata un tratto nazionale magiaro. Ma dopo Orbán, gli scrittori del paese ci ricordano che la malinconia non deve essere sempre cupa • Un visitatore solitario cerca un giardino fuori da un monastero vuoto. Una governante morosa non permette a nessuno di varcare la soglia di casa sua. Un generale in pensione che vive solo in una tenuta fatiscente aspetta 40 anni per affrontare l'unico amico che abbia mai avuto. • La malinconia, un'affinità con l'oblio senza una causa concreta, permea la narrativa ungherese tradotta per il pubblico straniero negli ultimi 30 anni, dai racconti tormentati di Sándor Márai ai romanzi tesi di Magda Szabó.
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